Una nuova Debian

Posted 16/04/2007 - 19:50 by piccardi

Lo scorso lunedì di Pasqua, dopo ben 21 mesi di sviluppo, è stata rilasciata la nuova versione stabile di Debian, la 4.0, denominata etch. Questa è stata l'occasione di ripensare anche ai motivi per cui, anche come azienda, abbiamo scelto di dare una preferenza verso questa distribuzione.

Debian infatti è un progetto molto particolare, è una delle distribuzioni storiche, da sempre caratterizzata da uno sviluppo portato avanti da volontari che si coordinano su Internet, senza che vi sia la guida né di un "leader carismatico" né di una azienda di riferimento. In particolare ha attirato l'attenzione di parecchi studi sociali il particolare meccanismo democratico (basato sul metodo di Condorcet) utilizzato per prendere le decisioni.

Per queste caratteristiche, unite al fatto che la distribuzione è caratterizzata da un ciclo di rilasci piuttosto lento, e da scadenze quasi mai rispettate, Debian si è attirata parecchie critiche, e di recente sono state particolarmente forti quelle fatte, in occasione del suo passaggio a Sun, dal fondatore originale del progetto, Ian Mardok, che in sostanza ha dichiarato che la democrazia è inefficiente e nuoce allo sviluppo.

Senz'altro alcuni dei problemi sollevati, ed in particolare quello delle scadenze non rispettate, sono senz'altro rilevanti, e dovranno essere affrontati, ma la validità tecnica della distribuzione è innegabile, e ne è prova l'amplissima diffusione della stessa, in particolare a livello server, e l'enorme quantità di distribuzioni derivate che ne sono nate.

Se a questo si aggiunge il fatto che la distribuzione viene realizzata per ben undici architetture hardware diverse, e contiene oltre 18000 pacchetti diversi nella versione ufficiale (molti di più di qualunque altra distribuzione) si può anche capire come il rilascio di una versione stabile (per la quale il progetto assicura supporto negli anni successivi) sia senz'altro molto complesso da realizzare.

Quello che invece mi pare assai poco rilevante è il collegare questo tipo di problemi al sistema di gestione della distribuzione, qualificando come negativo e perdita di tempo il fatto che le decisioni vengono prese in maniera pubblica e tramite il consenso. Non vedo infatti, specialmente per chi fa affidamento in campo professionale su una distribuzione, come possa essere automaticamente migliore un meccanismo in cui invece queste sono prese senza confronto ed in maniera "privata", semplicemente perché si suppone, cosa tutta da dimostrare, che in questo modo lo sviluppo sarebbe più efficiente.

Il problema di tutto ciò e che non tiene in minimo conto il fatto che per molti, comprese molte imprese, la scelta di Debian è un passo ulteriore nella direzione di una indipendenza strategica da logiche commerciali dettate da altre realtà, ed esterne alle proprie esigenze. La democrazia e la trasparenza interna sono due importanti garanzie che questa indipendenza venga mantenuta, garanzie che le altre distribuzioni non forniscono affatto.

E ancora più assurdo, specie nell'utilizzo in campo professionale, è criticare un ciclo di rilascio lento, ed una politica che mira ad assicurare la massima stabilità. Mi chiedo quante persone abbiano pensato a proporre a chi gestisce un parco macchine di dimensioni anche non troppo grandi o server su cui vengono forniti servizi essenziali, di effettuare aggiornamenti del sistema operativo ogni sei mesi...

Per questo motivo non c'è che da rallegrarsi e fare dei grandi complimenti agli sviluppatori ed ad un progetto che è stato e continuerà ad essere cruciale nello sviluppo, anche in quello professionale, del sofware libero.

 
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