Posted 05/06/2007 - 18:22 by piccardi
Lo scorso 25 Maggio è stato pubblicato dal Comune di Firenze un Bando pubblico per la selezione di un esperto di sistemi, applicazioni, strumenti e tecnologie Open-Source.
La notizia è senz'altro molto interessante, in particolare è positivo che un Comune sia intenzionato a studiare le possibilità di una migrazione al software libero, e che lo faccia riconoscendo il fatto che una operazione del genere deve essere adeguatamente progettata e che è necessario un adeguato studio di fattibilità. Il fatto poi che sia il Comune dove lavoro renderebbe la cosa ancora più positiva.
La lettura del bando è molto interessante, ed i risultati richiesti sono coerenti con una progettazione adeguata del passaggio al software libero, e comprendono la ricognizione della situazione corrente in termini di applicazioni in uso e criticità delle soluzioni attualmente presenti, l'approfondimento dell'atteggiamento dei dipendenti (con tanto di interviste), con tanto di redazione di analisi SWAT e Costi/Benefici. In sostanza un lavoro complesso e specialistico, quantificato peraltro della durata di un periodo di 6 mesi.
E' interessante inoltre che nella attribuzione dei punteggi di valutazione, si dia forte rilevanza all'esperienza sul campo e alla partecipazione a progetti open-source, che vengono valutati di più dei classici titoli dei voti di laurea ed esame. Un criterio che sarebbe indiscuribile e corretto, se non fosse per il particolare che, benché in sede di valutazione il suo impatto sia minimo, la laurea sia un prerequisito di accesso, il che esclude una gran quantità di esperti che avrebbero potuto partecipare a pieno titolo.
La cosa è ancora più ridicola se poi si considera che le lauree ammesse sono solo ingegneria, matematica e informatica, per cui chi come me, ha la sventura di essere esperto nel campo, e con tanto di laurea e dottorato di ricerca, si trova escluso perché ha avuto la pessima idea di laurearsi in fisica. Ma indipendentemente dal caso personale, non si capisce perché, visto il tipo di lavoro richiesto (che richiede un bel po' di compenze in campo gestionale), un laureato in economia dovrebbe essere meno competente di uno in matematica, a parità ovviamente degli altri requisiti, che nel caso sono ovviamente, come riconosciuti dal bando stesso, quelli che contano davvero.
Ma a parte le considerazioni sui prerequisiti d'accesso, dettate anche dal disappunto personale relativo alla scarsa considerazione della mia laurea, quello che lascia davvero perplessi del bando è la remunerazione stabilita per il lavoro completo: un totale di 13000 euro lordi, IVA compresa. Fatti un po' di conti questo significa una remunerazione netta di poco meno di 87 euro al giorno.
Ora nessuno pretende i compensi statosferici elargiti tanto spesso dalle nostre pubbliche amministrazioni, ma considerando ad esempio quanto è stato speso nelle consulenze sulle costruzione di infrastrutture stradali (e la complessità delle infrastrutture informatiche non è di minore rilevanza) rende assai perplessi questa valutazione, diciamo pure ridicola, delle competenze necessarie alla stesura di un progetto che affronta problematiche così complesse.
Allora forse è bene ricordare per l'n-sima volta, come nel titolo, che il software libero è libero non è gratis.
